28 Novembre 2020
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APPRENDIMENTO

30-04-2020 17:05 - Bassa Romagna

Come fa un atleta giovane ad imparare da uno più vecchio?
E come fa un bambino ad imparare a parlare e a camminare?

Qualsiasi cosa noi si faccia, dobbiamo impararla “guardando” gli altri. Infatti, possiamo apprendere anche in maniera autonoma, senza aver nessun punto di riferimento ben preciso, ma questo ci costerà un buon numero di errori e lo spreco di una di quelle risorse di cui tutti noi disponiamo in quantità limitata: ovvero il tempo.

Esiste una maniera più rapida, sicura e proficua di apprendere qualsiasi abilità, che ci consente di risparmiare tempo ed errori. E se poteste apprendere in poche settimane o mesi quello che un atleta apprende in anni?

Questa maniera di imparare si chiama modellamento, che è la capacità di estrapolare le strategie mentali dei nostri interlocutori. Infatti, un principio della Programmazione Neuro Linguistica sancisce che se facciamo funzionare il nostro cervello nella stessa maniera di quello di un determinato atleta, che possiede una certa abilità, otterremo gli stessi identici risultati, perché stiamo inviando al nostro sistema nervoso gli stessi stimoli e segnali che quel soggetto sta mandando al suo.
Un altro principio stabilisce che alla nascita il cervello di ciascuno di noi funziona nella stessa maniera, così come il resto degli organi: cuore, stomaco, fegato ecc.

Poiché la PNL, la Programmazione Neurolinguistica, ha come presupposto il fatto che possediamo tutti lo stesso sistema nervoso, ne deriva che se c’è al mondo qualcuno che sa ottenere un certo risultato, ebbene sono in grado di farlo anch'io, a patto di poter utilizzare il mio sistema nervoso come quello del mio modello, da cui sto imparando.

Ciò che determina la differenza fra gli adulti, è la capacità di utilizzare le risorse e il nostro sistema di convinzioni, che stabiliranno cosa siamo in grado di fare o non fare. Se ritengo che una cosa sia possibile, la porterò a termine. Se penso invece che quella cosa per me sia impossibile, non sarò in grado di ottenerla.

Infatti, a mio modesto avviso, gran parte di tutto quello di cui siamo capaci, lo abbiamo appreso. Solo una parte residua delle nostre risorse è depositata nella ereditarietà.

Una nuova scienza, chiamata epigenetica, stabilisce che l’ereditarietà non è così importante per ottenere risultati, in quanto l’ambiente che ci circonda e il nostro stile di vita sono in grado di agire sulla attivazione o disattivazione di determinati geni. L’espressione genica, infatti, può essere influenzata.

Ad esempio, le motivazioni che ci spingono ad ottenere risultati sportivi di rilievo, sono apprese; fanno parte delle nostre convinzioni e non della nostra ereditarietà.

Vi sono due modalità di apprendimento: uno conscio e l’altro inconscio.

Il vero modellamento è inconscio. È il meccanismo per cui da piccini impariamo a parlare e a camminare, solo attraverso la pura imitazione di quello che fanno i “grandi”. Con la semplice osservazione inconscia, continuiamo a modellare e quindi ad imparare anche da adulti, quando ci imbattiamo in un interlocutore che mostra un’abilità che noi non possediamo.
Quindi, questo metodo di apprendere, consiste nell'osservazione attenta del nostro modello, nel ricalcarne le movenze e gli atteggiamenti del corpo. In realtà, dalla semplice osservazione siamo in grado di ricavarne anche le convinzioni: la maniera in cui scende in campo; la rabbia, la determinazione con cui getta il cuore oltre l’ostacolo ecc. (è quello che succede quando un giovane atleta impara da un atleta più anziano).

La seconda maniera di imparare, ci consente di utilizzare la nostra parte conscia. Il modellamento conscio, pertanto, consiste nel fare una serie di interviste al nostro campione circa i suoi sistemi di allenamento, cosa pensa prima e durante la gara, i suoi sistemi di convinzioni, i suoi comportamenti, ecc. In tal caso, è necessario la presenza fisica dell’atleta da imitare, per potergli chiedere tutto quanto è necessario, ed aumentare l’efficacia della nostra prestazione.

Naturalmente, non sempre ciò è possibile. Allora, possiamo guardare i filmati in cui si allena; studiarne i comportamenti, le sue convinzioni e i suoi atteggiamenti nel corso delle gare e ciò ci permetterà di apprendere delle nuove risorse e nuove idee, che ci consentiranno di aumentare il livello delle nostre prestazioni.
Se c’è qualcuno che ha sviluppato una capacità od una abilità sportiva che non possediamo, non bisogna guardarlo con invidia o distacco. Anzi, è una magnifica occasione per apprendere qualcosa di nuovo. Questo, come su riportato, ci permetterà di risparmiare tempo, errori e migliorerà l’efficienza delle nostre prestazioni.

Per ottenere risultati ragguardevoli, tre sono le cose che vanno imitate in un atleta: la fisiologia (ovvero, come muove il corpo); il sistema di convinzioni e credenze e la sintassi mentale, che ci fornisce informazioni circa la maniera di assemblare ed ordinare le azioni mentali.


Nicola Pecere, mental coach.
Associato UNVS, sezione Bassa Romagna



Fonte: Addetto stampa Sezione UNVS Bassa Romagna

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