22 Ottobre 2019
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CI HA LASCIATO UN GRANDE VETERANO...

13-09-2019 17:15 - News Generiche
CIAO PROFESSORE… grazie per i tuoi sempre saggi consigli!

E' morto nella notte tra ieri giovedì 12 settembre e oggi venerdì 13 settembre Bruno Grandi, uno dei volti più noti della Ginnastica mondiale. Membro italiano del CIO dal 2000 al 2004, Commendatore della Repubblica, Collare d’oro al merito sportivo.
Aveva 85 anni ed era presidente onorario della Federginnastica. Nato a Forlì il 9 maggio 1934, è stato per 23 anni, fino al 2000, presidente della FGI. Fra il 1998 e il 1999 stato presidente reggente del CONI, siamo nella fase di transizione dalla presidenza Pescante a quella Petrucci. Ma non sono mancati i tanti incarichi internazionali: è stato componente italiano del CIO dal 2000 al 2004. Dal 1996 al 2016, per ben vent'anni è stato anche presidente della Federazione mondiale di ginnastica. La notizia si è presto diffusa nell'ambiente UNVS.
La federazione sportiva che lo ha visto sulla cresca dell'onda per circa quarant'anni, la Federazione Ginnastica d'Italia, dice di Lui: "Un dirigente sportivo che ha segnato profondamente non solo l’evoluzione delle discipline ginniche, in Italia e nel resto del Mondo, ma che è stato un autorevole protagonista sul palcoscenico sportivo nazionale e olimpico. Forlivese d.o.c., innamorato della sua città e delle sue origini, tanto da portare di recente nella cittadina romagnola una tappa di Coppa del Mondo di Acrobatica e il Museo della Ginnastica, da lui fortemente voluto".
Anche il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, unendosi al cordoglio della famiglia ed esprimendo la vicinanza dello sport italiano, ha disposto le bandiere a mezz’asta per onorare la memoria di un grande personaggio che ha dato lustro al movimento con la sua mirabile attività dirigenziale: "Bruno Grandi ci ha insegnato a difendere il CONI, a difendere l'istituzione dell'ordinamento sportivo. Mi aveva chiamato dieci giorni fa, mi ha dato una carica e uno stimolo in più a proseguire in questo senso. Se ne va un grande italiano e un grande uomo di sport, oltre che un amico". - ha detto il Presidente del CONI Malagò - "Bruno è stato un maestro e un gigante come Presidente nazionale e internazionale della ginnastica. Ha contribuito a far sì che la ginnastica diventasse la terza disciplina più importante del programma olimpico dopo atletica leggera e nuoto".
Tra i suoi ultimi progetti per la sua città senza dubbio c'è quello del Museo Nazionale della Ginnastica, presentato lo scorso anno e inserito nel progetto più complessivo di restauro dell'ex Gil di viale della Libertà. Nel marzo del 2018 aveva presenziato alla popolare mostra sui cimeli e le maglie storiche del calcio italiano. Il 28 maggio dello scorso anno è stato insignito del "Sigillo di Caterina Sforza", una delle massime benemerenze forlivesi, alla presenza del presidente del Coni Giovanni Malagò. Nell'ultimo anno le sue condizioni di salute erano peggiorate, per l'effetto di un tumore, e si era sottoposto anche ad un intervento chirurgico.
L'annuncio del suo decesso campeggia nel sito della Federazione Ginnastica d'Italia: "Bruno Grandi ci ha lasciati. Il presidente onorario della Federazione Internazionale di Ginnastica è scomparso all’età di 85 anni, stretto tra gli affetti dei suoi cari. Se ne va, dunque, proprio nell’anno di celebrazione del 150° della FGI una colonna della nostra storia. Inizia l’attività agonistica nell’ormai ultracentenaria Unione Sportiva Forti e Liberi, società che vanta talenti del calibro di Mario Smeraldi, Littorio Sampieri, Jano Ravaioli, Maurizio Montesi. In una realtà, quella di Forlì, che, ai tempi, faceva la differenza in campo femminile, seppur tra le fila dei cugini dell’Edera, con le sorelle Cicognani, Rossella e Miranda, Gabriella Santarelli, Wanda Soprani (ben quattro delle sei azzurre ai Giochi di Roma del 1960 erano concittadine di Grandi) in una sana rivalità allora molto accesa anche con la Virtus di Bologna, la Panaro Modena, la Patria di Carpi, e la Persicetana di S.Giovanni in Persiceto. Appesi i paracalli al chiodo, dopo una carriera con qualche exploit a livello giovanile che lo portò a sfiorare la Nazionale maggiore, intraprese il percorso da tecnico, studiando però anche da giudice internazionale. DTN della Sezione maschile dal 1969 al 1977 in un periodo di transizione dopo il grande ciclo di Franco Menichelli e compagni, crebbe una nuova generazione di atleti che ancora oggi vengono ricordati come “i ragazzi di Grandi”: ricordiamo tra gli altri Montesi, Cesare Marchetti, Aquilino Santoro, Maurizio Milanetto, Angelo Zucca, Giantomassi, Lampronti, fino a Fulvio Vailati, Roberto Pallotti, Carmine Luppino e Luigi Coppa".
"Se i suoi predecessori alla Direzione Tecnica -Giorgio Zampori e Livio Urbani- si concentrarono in particolare sulle squadre nazionali, Bruno tentò di introdurre un metodo di lavoro da estendere all’intero movimento di base, non solo al vertice. Guidò la Nazionale Italiana in due edizioni olimpiche rimaste, per motivi molto diversi, nell’immaginario collettivo: Monaco’72 e Montreal’76, vivendo in prima persona sia il terribile attacco terroristico dell’organizzazione palestinese Settembre Nero, in Germania, sia il meraviglioso “Perfect 10” di Nadia Comaneci, in Canada. Il 19 marzo del 1977 viene eletto presidente della Federazione Ginnastica d’Italia, che guiderà fino al 2000, traghettando di fatto la decana delle Federazioni Sportive nel terzo millennio. La sua presidenza resterà per sempre e indissolubilmente legata ai grandi successi di Jury Chechi, grazie al quale vincerà la sua unica medaglia a cinque cerchi in 23 anni di presidenza: l’oro agli anelli di Atlanta 1996. Per sua stessa ammissione però sarà tutta la squadra azzurra di allora a rimanergli nel cuore. Un gruppo che vinse meno di quanto meritasse, composto da Gianmatteo Centazzo, Boris Preti, Paolo Bucci, Ruggero Rossato e dal Signore degli Anelli. Le Universiadi di Buffalo, i Giochi del Mediterraneo in Francia, sempre nel 1993 e le tre qualificazioni consecutive a Seoul, Barcellona e Atlanta, pur non rappresentando risultati eclatanti, fecero comunque clamore, entrando di fatto nel mito, insieme al 25° Presidente federale. Il 5° posto ai Giochi in Spagna, malgrado l’infortunio al tendine d’Achille di Chechi, pochi giorni prima della partenza, con l’inserimento di Alessandro Viligiardi, Gabriele Sala e Marcello Barbieri, fu davvero incredibile".
"Nel 1979, ai Mondiali di Fort Worth, in Texas, rimase leggendaria la sua decisione di ritirare la squadra e l’intera delegazione italiana per i punteggi della Femminile, che, secondo lui, non corrispondevano a quanto fatto in pedana dalle nostre ragazze. Un gesto di protesta plateale che portò, successivamente, alla possibilità di presentare i ricorsi, allora non ammessi durante le gare. Nel luglio del 1996 diviene Presidente della Federazione Mondiale, succedendo ad un mito come Jury Titov, che l’aveva guidata per venti anni, dal 1977. Bruno Grandi farà altrettanto, lasciando il testimone a Morinari Watanabe nel congresso di Tokyo del 2016. Tante le battaglie che hanno caratterizzato la sua lunga permanenza a Losanna, alcune vinte, altre no. Dal tentativo di rendere più oggettivi i giudizi nella ritmica attraverso l’istituzione di una giuria neutra internazionale, alla lotta ai conflitti d’interesse nei corpi giudicanti, con il divieto di legami parentali o economici tra giudici e atleti. Volle poi modificare lo statuto affinché le commissioni tecniche non fossero elette ma nominate, in modo da evitare i vincoli di mandato tipici dei soggetti politici. Quindi più competenza e meno rappresentanza. Portò a 16 l’età minima delle ginnaste senior, per evitare il fenomeno delle atlete bambine e per combattere camuffamenti e falsi passaporti. Fra il 1998 ed il 1999 ricoprì il delicato incarico di presidente reggente del Coni, durante la fase di transizione dalla presidenza Pescante a quella Petrucci. Erano anni difficili, tra il declino dell’era del Totocalcio e la riforma Melandri".
"Membro italiano del CIO dal 2000 al 2004, Commendatore della Repubblica, Collare d’oro al merito sportivo e insignito dell’Ordine del merito sportivo dal Presidente della Repubblica Rumena, del Flambeaux d’Or dal Panathlon International e della Guirlande D’Honneur dalla FICTS, Bruno Grandi è sempre stato, soprattutto, “il Professore”, e non solo per la sua attività di insegnate di educazione fisica. Ricevette la laurea honoris causa dall’Università di Scienze Motorie di Sofia nel 1998, è stato docente di teoria e metodologia dell’Allenamento presso l’ISEF di Urbino ed è autore di molte pubblicazioni sulla didattica della ginnastica. In un curriculum del genere rischiano addirittura di passare in secondo piano i trascorsi alla vicepresidenza dell’UEG o quelli come membro di Giunta Coni, la presidenza della Fondazione “Artemio Franchi” o la lunga militanza nella Fondazione “Giulio Onesti”. Arresosi alla malattia che fino all’ultimo non è riuscita a domare il suo carattere fumantino e al tempo stesso generoso, capace di inalberarsi e commuoversi nell’intervallo di pochi minuti, parlando di gare o di regolamenti, lascia l’amata moglie, Franca Piccolomini, i tre figli, Fabrizia, Fabio e Massimo, tanti splendidi nipoti e un vuoto incolmabile tra tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di lavorarci insieme. Il Presidente FGI Gherardo Tecchi e l’intero Consiglio Direttivo Federale si sono stretti al cordoglio della famiglia, nel portare l’ideale abbraccio di tutto l’ambiente della Ginnastica e dello Sport italiano. Da oggi orfano di uno dei suoi più luminosi ed illuminati rappresentanti, capace di lasciare una firma indelebile tra la polvere di magnesio. Grazie prof.!"
Anche il Coni partecipa al commiato: "Lo sport italiano è in lutto per la scomparsa di Bruno Grandi, raro esempio di competenza e umanità al servizio del movimento. Nato a Forlì il 9 maggio 1934 è stato Presidente della Federginnastica italiana dal 1977 al 2000. Eletto nella Giunta Nazionale nel 1984 diventa Vice Presidente del CONI nel novembre 1987 incarico che gli verrà confermato fino al maggio 2005. Tra l’ottobre 1998 e il gennaio 1999 ha ricoperto, in qualità di vicario, anche il ruolo di reggente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano dopo le dimissioni di Mario Pescante. E’ stato un discreto ginnasta distinguendosi a livello giovanile in importanti competizioni nazionali e internazionali. Diplomato ISEF a Roma nel 1958 ha iniziato la sua opera di istruttore nel 1962 presso il Gruppo Sportivo dei Vigili del Fuoco di Forlì. Giudice arbitro e poi responsabile della squadra nazionale giovanile, del 1969 e fino al 1977 è stato Direttore Tecnico della nazionale maschile della Federazione Ginnastica d’Italia. Tra gli altri incarichi è stato Presidente dell’Istituto di Scienza della Sport del CONI, della Fondazione Artemio Franchi, docente di Teoria e Metodologia dell’allenamento presso L’Istituto Superiore di Educazione Fisica di Urbino, oltre ad essere stato autore di numerose pubblicazioni".
"Nel corso della lunga carriera dirigenziale sportiva ha contributo alla crescita e allo sviluppo del suo sport nel corso di più di 60 anni, con impegno e dedizione culminati con il suo quinto mandato alla guida della Ginnastica Mondiale (1996-2016). Andando a ritroso nel tempo, prima della sua elezione a capo della FIG, il Dirigente di Forlì è stato membro del Comitato Esecutivo Internazionale (1982 – 1988) e Vice Presidente dello stesso dal 1988 al 1992. Tra il 2000 e il 2004 è stato membro del CIO, prima di essere nominato componente della Commissione Sport per Tutti nel 2005 e della Commissione del Congresso Olimpico nel 2009. Presidente Onorario della Federazione mondiale e di quella italiana tra i suoi successi come dirigente sportivo, ricordiamo l’introduzione del nuovo sistema di punteggi nella Ginnastica Artistica e la novità delle FIG license. Noto per la sua lotta contro le ingiustizie sportive e per aver inserito le discipline di Trampolino Elastico, Aerobica e Acrobatica sotto l’egida della Federazione Internazionale.
I Veterani della Sua Sezione di Forlì, i Veterani della Delegazione Romagna, i Veterani tutti della UNVS Nazionale, si alzano in piedi e, vicini ai Famigliari, chinano il capo in Suo onore.



Fonte: Il Delegato UNVS Romagna

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