28 Novembre 2020
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IL PUBBLICO

21-06-2020 17:56 - Bassa Romagna
In questo periodo post quarantena, ho fatto alcune riflessioni circa l'assenza del pubblico alle manifestazioni di qualsiasi genere.
Per parlare degli spettatori, parto dal GIUDIZIO, che è la causa della presenza, perché chi desidera partecipare allo spettacolo, vuole soprattutto esprime un giudizio finale.

L'uomo stesso essendo essere pensante (purtroppo non sempre) vive in virtù del giudizio degli altri; qualsiasi relazione essa sia, è legato ad un giudizio, e di conseguenza l'individuo modella il proprio comportamento.

Ogni qualvolta relazioniamo con il prossimo, pur essendo convinti delle proprie idee e comportamenti, teniamo in grande considerazione il giudizio della controparte.
Partendo da questa premessa gli attori di qualsiasi spettacolo, sia esso culturale, sportivo e altro, eseguono la propria performance attendendo con ansia il giudizio dei presenti.
Il pubblico quindi è giudice e come tale emette il proprio verdetto.

Per questo motivo, ritengo che qualsiasi spettacolo “deserto” non abbia molto senso, in quanto le emozioni che gli attori possono dare e viceversa quelle che possono ricevere dal pubblico, ridimensionano molto il loro lavoro che non viene assolutamente valorizzato e rimane una cosa, a mio avviso, molto astratta.

Mi concentro ora sugli appassionati sportivi; essi possono condizionare la prestazione del giocatore, come il giocatore con atteggiamenti plateali può eccitare, a volte positivamente a volte no, la platea.

Ciò che può fare la differenza, è la disciplina dei tifosi nei singoli sport, specie quelli di squadra. Io conosco molto bene il pubblico della pallavolo che è molto educato e competente, questo dovuto molto alla natura dello sport stesso, che non si basa sul contrasto dei giocatori.
Questa caratteristica direi che è fondamentale per una platea tranquilla, mentre lo scontro fisico è causa di eccitazione che spesso degenera.
Occorre quindi, specie nel calcio, educare gli atleti fin dal settore giovanile, ma ancor di più i genitori, al rispetto delle regole e dei comportamenti, sia nei confronti degli avversari, sia soprattutto nei confronti dei giudici di gara.
La società sportiva che applica queste attenzioni, avrà sempre un pubblico corretto e di sano supporto per il tifo.
Il ruolo dell'allenatore e dei dirigenti è fondamentale, perché devono creare all'interno della società un clima di accoglienza familiare, basato sul rispetto delle regole e delle persone.

Di conseguenza quel pubblico vivrà questo clima e sarà un'importante componente dello spettacolo.
In ultima analisi i tecnici e i dirigenti preparati che mettono davanti al risultato, il lavoro educativo e formativo dell'atleta, avranno sicuramente un pubblico educato e competente.



Gian Luigi Tubertini
Consigliere Sezione UNVS "Bassa Romagna"



Fonte: Addetto stampa Sezione UNVS Bassa Romagna

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