14 Dicembre 2019
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Io la penso così...

06-09-2012 09:24 - Ravenna
di Giovanni Salbaroli

Lo Sport non parli il linguaggio della guerra

Noi Veterani, lanciamo un appello agli atleti, agli allenatori, ai rappresentanti del mass-media, dei club e delle federazioni sportive, agli organizzatori di eventi sportivi a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale - meglio più semplicemente a tutti i membri della comunità sportiva che sono convinti del ruolo positivo dello sport nel nostro mondo, di unirsi a noi.

Quindi noi della UNVS, membri di una famiglia sportiva che si basa su questi Valori, raccomandiamo che: squadre, atleti, allenatori devono bandire espressioni aggressive e linguaggio militaresco quando parlano dei loro avversari. Devono essere consapevoli della propria influenza nel ruolo di modelli per le nuove generazioni e per la società nel suo insieme. Perfino le più importanti competizioni sportive devono restare un gioco, nel quale l´avversario è un partecipante e non un nemico.

Pertanto, nessuno deve usare espressioni collegate alla guerra. Nessuno deve cercare di "distruggere, uccidere, spazzare via il nemico". Tutti devono sforzarsi di ottenere una vittoria corretta e tollerante, evitando di usare termini del tipo uccidere, cancellare l´avversario. Lo Sport non è guerra.

I mass-media devono fare uso della loro grande influenza sulla società per facilitare questo percorso e bandire il linguaggio militaresco dallo sport. Consapevoli della necessità di rispettare in pieno l´indipendenza e l´autonomia dei media, vogliamo insistere di non lasciare spazio alla diffusione di idee violente, ma di sottolineare i valori di correttezza, tolleranza e rispetto insiti nello sport. E nel caso si usi il linguaggio militaresco, sia solo nel senso di condannarlo. La stampa ha un valore educativo, così come la TV e tutti gli altri media. Tutti questi hanno un ruolo importante da svolgere nel guidare la società verso i valori giusti. Lo Sport non è guerra.

I tifosi devono continuare ad essere orgogliosi delle loro quadre, club ed atleti preferiti, senza offendere gli avversari. Senza l´avversario, non c´è incontro, gioco, competizione. I tifosi devono riconoscere che l´avversario merita come minimo lo stesso rispetto e la stessa attenzione dell´atleta o della squadra preferita. Spetta anche a loro mettere al bando l´aggressione, l´atmosfera di conflitto, l´odio dagli stadi e dai campi sportivi. Lo Sport non è guerra.

"...
Onore: un valore antico ma attuale. Vincere con onore significa vincere in modo corretto; perdere con onore significa aver gareggiato con impegno e accettare serenamente la sconfitta.
Si rende onore al proprio avversario stimandolo, si rende onore al proprio paese
dando il meglio di sé.
..."


E così, in uno sforzo congiunto da parte di tutti noi, facciamo in modo che lo Sport sia uno spazio per gioia, divertimento, comprensione, tolleranza e correttezza - e non permettiamo all´aggressione, alla guerra e all´odio di fare ingresso nei campi sportivi e negli stadi. Questo non è rispettoso nei confronti dello Sport e ancor meno nei confronti delle vittime delle numerose guerre in corso nel mondo. Proviamoci...
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